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venerdì 25 maggio 2012

Il blog delle TWIT 5: il senso di questo lavoro

Il blog è stato realizzato da 14 donne, frequentatrici del corso FSE The Woman in Tech 5 nella provincia autonoma di Bolzano.
Lo scopo del corso è quello di creare la figura della web designer. I cicli formativi tuttavia spaziano anche in ambiti professionali collaterali, come quello del web content editor, colui cioè che deve produrre, pubblicare, aggregare e promuovere i contenuti ottimizzati per la rete. Dunque il modulo ad hoc prevede la simulazione dell'intero processo, dalla raccolta su campo al progetto finito, concentrandosi di preferenza su un argomento non attinente al settore tecnologico per dimostrare come il web possa essere di supporto a qualsiasi tematica.
Lo svolgimento del progetto ha avuto inizio con la visita presso i diversi luoghi di interesse, quali la cooperativa sociale Le Formiche, la bottega Altromercato e la Banca Raiffeisen - Cassa Rurale di Bolzano aderente al progetto Ethical Banking, dove è stato raccolto tutto il materiale necessario, tramite interviste, fotografie e registrazioni audio e video.
In seguito, i diversi gruppi si sono occupati dell'elaborazione dei vari contenuti a seconda del media di riferimento.
Ciò che risulta dall'operato delle Twit 5 è questo blog nella sua interezza, composto da articoli, gallerie fotografiche, file audio e video condivisibili e scaricabili.

Diario di una giornata 'Libera': legalità, antimafia ed alimentazione a Bolzano

Ore 9 e pochi minuti, angolo Piazza Matteotti, Bolzano. Per molte di noi è il primo caffè, alla televisione del bar scorrono immagini dell'attentato di Capaci. Oggi è il 23 maggio 2012, Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tutta la scorta, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, morivano esattamente 20 anni fa.

Le Formiche
Entriamo nella sede della cooperativa sociale Le Formiche in via Torino, ricavata da un ex deposito. Nella mensa ci accoglie Licia Nicoli che si asciuga le mani in un canovaccio a quadri mentre indossa una maglietta con una citazione di Giacomo Leopardi: "Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo".

Licia è presidente della cooperativa e, da novembre, coordinatrice di Libera in Alto Adige. Qui Libera si occupa di promuovere cultura della legalità, cittadinanza attiva e di combattere gli atteggiamenti mafiosi, cercando soprattutto di richiamare l'attenzione dei giovani.

Subito ci racconta della festa degli alpini, che si è tenuta dall'11 al 13 maggio a Bolzano, un grande successo per la piccola comunità. La mensa è rimasta aperta e ha lavorato parecchio. Il movimento nel piccolo edificio è stato notato dai vicini che, timidamente, hanno cominciato ad avvicinarsi e a chiedere informazioni. Ne parla ridendo, dopo tanti anni di attività, chi vive lì intorno si è finalmente avvicinato. Le cooperative sociali, ci spiega, non godono di una buona fama, spesso le si associa a prodotti di scarsa qualità. Insieme ad altre realtà sociali bolzanine (come Clab, che opera nel settore grafico-creativo e che collabora con loro per la parte di packaging e allestimento), Le Formiche si battono per dimostrare che la loro qualità è alta, i loro prezzi concorrenziali e che con la logica del no-profit si può riuscire a gestire una piccola impresa virtuosa.
L'idea di occuparsi di catering nasce in un momento di crisi che stava attraversando il bar all'interno del negozio AltroMercato di via Roma. Inizialmente si cerca di organizzare serate a tema in cui si sperimentano ricette etniche, quindi il progetto del catering comincia a prendere forma, grazie anche alle prime sovvenzioni provinciali. La cooperativa conta poche risorse, tra dipendenti e volontari, e si avvale di collaborazioni con altre realtà sociali per gestire gli eventi più grandi; per questo motivo non hanno mai cercato una pubblicità diversa dal passaparola e infatti, ci confida ridendo, tutto l'aspetto di pubblicità e comunicazione è affidato al cuoco Michele.

Il personale è composto da due professionisti, Cinzia e Michele (quello col pallino della grafica), e da alcuni ragazzi, mai più di due alla volta, con storie difficili alle spalle. Come dice sinteticamente la presidente, il sociale diventa strumento per attuare l'"inserimento del margine".

Immediatamente si chiarisce la mission: la cooperativa utilizza prodotti del mercato equo e solidale, di altre cooperative sociali (come Aretè che lavora nel settore del biologico) e di piccole realtà locali. Tra questi i modelli di riferimento sono Slow Food e chilometri zero, che condividono l'attenzione a principi ecologici e di giustizia sociale. Questa selezione dei prodotti e dei partner è fatta soprattutto allo scopo di educare a un'alimentazione che non sia solo salutare, ma anche etica e sostenibile.

La sala ospita ogni giorno circa quaranta persone, tra cui ospiti fissi, cioè il personale della cooperativa sociale Clab di Bolzano. I soci della cooperativa e le persone convenzionate possono usufruire del servizio mensa mentre per tutti gli altri è possibile richiedere piatti d'asporto. Il menu settimanale può essere inviato via mail a tutti gli interessati.

Licia Nicoli non parla mai di sé. Tuttavia ha ben chiaro il futuro della cooperativa: allargare il respiro del progetto sociale estendendolo non più solo ai disagi fisici e mentali, ma anche al recupero di professionalità (legate soprattutto al settore artigianale) che hanno perso il lavoro.

La cucina e AltroCatering
Entriamo nella cucina. Cinzia e Michele, indaffaratissimi, rispondono alle nostre domande tra un'infornata di pane e una mescolata del soffritto. In due-tre cucinano ogni giorno per almeno una quarantina di persone, a volte anche a cena, senza contare i catering.
Cinzia lavora qui da un anno, prima faceva la cuoca in un locale suo e anche lì era attenta alla cura degli ingredienti e privilegiava alimenti biologici ed etnici, è laureata in Storia dell'Arte (e in effetti la sua è un'arte). Con un po' di orgoglio ci dice che la cooperativa la corteggiava già da anni, alla fine ha accettato e non se ne è 'ancora' pentita.
Il menu di oggi prevede lasagne vegetariane alle lenticchie o pasta al forno con polpettine, seitan, arrosto con patate o polenta con salsicce.
Di ragazzi in cucina ne ha visti passare lei. Non ha dubbi sul fatto che sia la parte più bella del suo lavoro, quella più importante e più difficile. Qui i ragazzi imparano un lavoro, ma soprattutto imparano a badare a loro stessi. È materna nel raccontarci di loro, di come si appassionano a ciò che fanno lì, delle soddisfazioni di vederli crescere e imparare a dare anche loro in maniera gratuita. "Molti", dice Cinzia, "si fermano oltre l'orario di lavoro e nel tempo libero si dedicano ad attività di volontariato e questo significa che abbiamo fatto bene il nostro lavoro".

AltroMercato

Terminata la visita alla cooperativa ci dirigiamo alla bottega AltroMercato di via Roma. Oggi lavorano Daniela, dipendente del negozio, Artura, volontaria da 6-7 anni e Cesare che è responsabile del negozio.
In un angolo mi colpiscono due prodotti, casualmente abbastanza vicini sullo scaffale: gli ananas del Ghana da una parte e il pane già sminuzzato e insacchettato per i canederli dall'altra. Lo stile del negozio si potrebbe riassumere così.

Il prodotto più venduto, ci dice Artura, è da sempre il caffè Ucirì, che è anche il prodotto che ha iniziato la storia di questo negozio. Nel 1990, una delle fondatrici ne riceve in regalo un pacchetto e comincia a pensare, insieme ad altri, di aprire un negozio che venda prodotti del mercato equo e solidale. In pochi anni il negozio si afferma nella realtà di Bolzano e, non contento dei successi raggiunti, accetta la sfida di vendere anche altro: rispetto agli altri negozi della catena, non vende solo prodotti secchi, ma un vasto assortimento di alimenti freschi di CTM, Libera Terra e da pochi mesi anche prodotti biologici a chilometri zero, selezionati uno a uno dai responsabili del negozio.

In un angolo ci sono i prodotti per la persona e la casa, questi ultimi si possono acquistare anche sfusi. Qualcuno domanda a Daniela quale sia il profilo del cliente tipo.

Con sorpresa scopriamo che in negozio arrivano le persone più diverse, dallo straniero che cerca i prodotti tipici del suo paese, alla madre di famiglia che sceglie questi prodotti non solo per promuovere una filiera virtuosa, ma anche perché sono decisamente migliori di quelli di un normale supermercato.
Il negozio è pieno di prodotti in offerta, di tutti i tipi. Parlando con Cesare scopriamo che la loro strategia per la crisi, assolutamente coerente con la filosofia del negozio, è molto semplice: non potendo competere sul piano economico, devono puntare sulla qualità.

Le persone sanno già che nei negozi AltroMercato – e in particolare in quello di via Roma – si trovano articoli che non si trovano al supermercato, articoli altamente selezionati, con origini certificate.
Ma il negozio non è solo gastronomia, il valore aggiunto che qui danno a ciascun cliente è quello di renderlo partecipe di un progetto importante e unico. Chiunque acquista un semplice pacchetto di pasta Libera Terra lo paga di più perché lavorata a mano. Ma non solo: il grano utilizzato viene prodotto solo in Italia, non arriva dall'estero, e inoltre è stato coltivato e raccolto su terreni confiscati alla mafia. Dunque le voci che vanno a determinare il prezzo non possono non comprendere persone coraggiose senza volto, che magari rischiano la vita, e che hanno deciso di resistere a un sistema ingiusto.
E tutto questo con un piatto di buona pasta.

Cooperativa "Le Formiche"

Visita delle Twit 5 alla Cooperativa sociale "Le Formiche".

La Bottega del Mondo

Le botteghe del mondo altoatesine

Altromercato è un consorzio composto a oggi da 124 cooperative e associazioni che gestiscono 350 Botteghe nel Mondo. In Alto Adige sono presenti 11 punti vendita di questa realtà.
Si tratta di negozi specializzati nel commercio equo solidale. Tutti i guadagni delle loro attività vanno a favore del sud del mondo. I consorzi, oltre a vendere prodotti del commercio equo e solidale, svolgono una quotidiana azione di informazione e sensibilizzazione sulle relazioni tra nord e sud del mondo e in generale sulla produzione sostenibile e sul consumo sensibile.

L'alternativa ai prodotti delle multinazionali

Fare la spesa da Altromercato non significa solo acquistare prodotti biologici buoni anche per la nostra salute, ma sostenere un sistema commerciale alternativo, etico e sostenibile. Acquistare prodotti alimentari con un prezzo molto basso generalmente è sinonimo di ‘corsa verso il basso’ per quanto riguarda i diritti dei lavoratori, salari, orari e condizioni di lavoro. La filiera lunga delle multinazionali spesso inpedisce un controllo diretto sul produttore finale. In altre parole il lavoratore finale può avere come referente una persona che non è alle dirette dipendenze dell'azienda committente e dunque quest'ultima non può (o può incontrare delle difficoltà) nel verificare le pratiche a cui l'ultimo anello della catena produttiva è sottoposto. La realtà ci dice anche che la farraginosità dei controlli può nascondere quanto meno la tolleranza di pratiche contrarie ai diritti dei lavoratori. Questo accade sopratutto nei Paesi poveri o in via di sviluppo e per prodotti "esotici" come: cacao, caffé, banane, thè, ananas.
Nelle piantagioni di questi prodotti vengono spesso utilizzati pesticidi e fertilizzanti che l'organizzanione mondiale della sanità classifica come molto pericolosi. Questi prodotti chimici contaminano terre e fiumi, oltretutto vengono frequentemente erogati con aerei nonostante ci siano bracciati al lavoro, provocando loro forti danni alla salute. Violazione dei diritti dei lavoratori e danni ambientali sono gli abusi più frequenti. L'alternativa a tutto questo c'è: i prodotti di Altromercato sono certificati Fairtrade a garanzia del commercio equo e solidale. Il marchio garantisce che i prodotti con il suo simbolo siano stati lavorati senza causare sfruttamento e povertà nel sud del mondo. Il prodotto a marchio fairtrade deve rispettare rigidi standar qualitativi. I principi e gli standar che un prodotto deve rispettare per ottenere la certificazione fairtrade sono coordinati a livello internazionale dal FLO Fairtrade Labelling Org. Le multinazionali invece talvolta si autodotano di linee guida prive di riconoscimenti internazionali che non le vincolano ad alcuna pratica tutelante, ma rappresentano per lo più dichiarazione di intenti non obbligatorie. Anzi, spesso vengono eluse da chi professa di praticarle. Acquistare da Altromercato significa quindi tutelare diritti del lavoro e del lavoratore, sostenere uno stile di vita sano e rispettare l'ambiente.

Altromercato, galleria fotografica

Siamo state in via Roma al negozio Altromercato - Commercio equosolidale per intervistare l'esperienza dei volontari e commessi. Link al set Altromercato

La bottega Altromercato di Bolzano: chi sono e quali progetti ed iniziative seguono

Intervista a Daniela, dipendente della Bottega Altromercato di Bolzano, in cui descrive i progetti di cooperazione che seguono come consorzio, sia nazionali che internazionali ed i partner produttori con cui collaborano.

Progetto "chilometri zero", intervista a Daniela ed al responsabile della Bottega Altromercato di Bolzano

Nell'intervista viene spiegata una nuova iniziativa, pensata per la spesa quotidiana "sostenibile". Partito dalla Bottega di Altromercato in via Roma a Bolzano, nel marzo 2012, il progetto si propone di realizzare un commercio di prodotti a "Km 0", attraverso il quale coinvolgere e far conoscere i prodotti locali, in particolar modo i prodotti freschi realizzati nel territorio regionale.

Ethical banking

Per capire meglio come funziona il sistema finanziario di ethical banking, che da anni sostiene molti progetti e cooperative locali, non potevamo non fare visita direttamente in una banca, dove abbiamo potuto raccogliere informazioni dettagliate in merito.
Il progetto "Ethical Banking" nasce nel 2000 come servizio non profit della Raiffeisen – Cassa Rurale di Bolzano per la crescente richiesta da parte dei propri clienti di sapere dove venivano investiti i loro risparmi.
Oltre ai classici servizi finanziari, offre la possibilità ai propri clienti di investire in prodotti di risparmio etico che finanziano progetti sociali ed ecologici, sia in ambito locale che a livello internazionale. Due sono le forme proposte: la prima prevede un libretto di risparmio non bloccato mentre la seconda è un certificato di deposito con scadenza variabile fino a 5 anni.
I clienti hanno l'opportunità di scegliere dove la banca deve investire i risparmi, tra sei settori di impegno previsti:
settori di impiego


A differenza delle altre banche, Ethical Banking permette ai risparmiatori di modificare il tasso d'interesse, che può variare dallo 0,50% fino allo 0,75%, condizione che consente una forte agevolazione a favore dei progetti che ricevono dei crediti. Attualmente il valore del tasso agevolato si aggira al 1,2%.
La mission di Ethical Banking è quella di creare un contributo alla sicurezza e alla giustizia a livello ecologico, sociale, culturale, con strumenti finanziari finalizzati al bene comune. Non punta all'aumento dei risparmi, ma alla promozione di progetti ai quali concede finanziamenti a tassi agevolati, garantendo delle modalità di credito adeguate.
I partner principali sono:
  • Ctm Altromercato:si occupa di commercio equo e solidale indirizzato allo sviluppo del sud del mondo.
  • Botteghe del Mondo in Alto Adige: iniziative autonome che vendono prodotti i cui guadagni vanno alle piccole aziende del sud del mondo.
  • Fondo di solidarietà rurale: un'organizzazione indipendente il cui scopo è quello di aiutare in maniera tempestiva le persone che si trovano in uno stato di necessità, evitando gli ostacoli burocratici.
  • Consorzi per l'agricoltura biologica: promuovono metodi naturale di coltivazione agricola.
  • Agenzia CasaClima: è una struttura pubblica che si occupa della certificazione energetica degli edifici e promuove iniziative di sensibilizzazione sul risparmio energetico.
  • Cooperativa sociale "HandiCar": offre aiuto a persone con handicap nel settore della mobilità.

altromercato
I principali vantaggi che le organizzazioni partner ricevono sono un credito agevolato e, per quanto riguarda il commercio equo, molte piccole cooperative ricevono anticipatamente il 50% dei finanziamenti necessari per poter sviluppare le loro attività e far partire i vari progetti di artigianato e agricoltura biologica.
La trasparenza è uno dei fondamenti per Ethical Banking, che vuole aumentare la fiducia dei propri clienti verso la banca e fornire una tracciabilità di quello che succede con i loro soldi. E' importante inoltre che i risparmiatori siano in grado di informarsi sui progetti che la banca sostiene e per questo è possibile verificare in ogni momento i crediti concessi sul loro sito internet.

Ad oggi i clienti di Ethical Banking hanno investito oltre 31 Milioni di Euro, cifra in continua crescita che conferma la tendenza dei consumatori a preferire prodotti finanziari trasparenti, a favore di una scelta etica e responsabile.

Backstage delle twit5, galleria fotografica

Anche se si lavora i momenti di svago e di scherzo non mancano. Alcune foto del backstage fatte durante le interviste, gli acquisti e le discussioni. Link al set Backstage